Incontriamo Anna Maria Fazio, autrice del thriller Alla destra del Diavolo

Anna Maria Fazio3Anna Maria Fazio autrice del thriller Alla destra del Diavolo è un'artista poliedrica, scrittrice ma anche pittrice, ama la musica e l'arte in generale e i suoi quadri si integrano perfettamente nel romanzo: "l'anima di un quadro tra le pagine di un libro" come lei stessa ha definito questa sua esperienza, l'arte figurativa che si fonde con la scrittura.

Davvero affascinante e molto avvincente la trama del romanzo, percorso dal desiderio di giustizia e dal bisogno di vendetta della protagonista in bilico su quel filo sottile che separa il bene dal male, e può portarci oltre l’abisso fino a perderci in esso.

Siamo davvero entusiasti di intervistare Anna Maria Fazio.
Vogliamo ringraziarla per averci dedicato un po' del suo tempo rispondendo alle nostre domande.

D. Le chiediamo subito: chi è Anna Maria Fazio?
R. Grazie a voi. Nasco cinquantadue anni fa a Orbetello (Gr) e coltivo la passione per l’arte e la scrittura sin da quando ho l’uso della ragione.
L’arte in generale, come pittura, musica, letteratura, mi ha sempre affascinato e spinto, crescendo, a cimentarmi, seppur da autodidatta, in sfide ardue, attraverso un percorso difficile e pieno di ostacoli, per chi,
come me, non ha avuto la possibilità di maturare bagagli di studi in scuole d’arte o di scrittura. Ho sempre pensato che se credi davvero in quello che fai, nessuna difficoltà deve e può impedirti di rincorrere e
raggiungere i tuoi sogni.

frontespizio alla destra del diavolo x sito

D. Quali sono gli spunti che l’hanno portata a scrivere questo romanzo?
R. Questo romanzo nasce, mi scuso se ripeto il termine, da una sfida.
Ho iniziato a scrivere per gioco, cimentandomi nella scrittura di racconti erotici, con uno stile assolutamente personale, ma pur sempre trattando un genere di nicchia, spesso e volentieri denigrato, o meglio “etichettato” come poco serio, ludico per lo più, lontano da una scrittura molto più completa, profonda e professionale. Come pittrice amo scoprire e sperimentare nuove tecniche pittoriche, e come autrice non potevo che fare altrettanto.
Per un artista in generale, il fine ultimo è arrivare alle persone, scuotergli l’anima e regalare emozioni. I mezzi per farlo possono essere infiniti.

D. Alla Destra del Diavolo, un titolo particolare. Qual è il suo significato?
R. Ho dato un’interpretazione personale a questo termine, in genere è il lato sinistro a essere definito simbolicamente come appartenente al peccato, al maligno, al malvagio, spesso rappresentato anche in opere
d’arte e icone religiose, mentre il lato destro è proteso verso il cielo, simboleggia la ragione, il bene, la virtù. Questo in riferimento a Dio, ma nel caso del Diavolo, sedere alla sua destra significa l’opposto, e quindi, aver intrapreso la strada del male, nostro malgrado.

D. Parliamo dei protagonisti. Può raccontarci qualche sfumatura del loro carattere?
R. I protagonisti sono vari, articolati e legati tra loro. Tutti nascondono sfumature importanti, direi peculiari.
Le sfumature/sfaccettature che prevalgono sono l’arroganza, l’opportunismo, la mancanza di scrupoli pur di raggiungere scopi ben precisi, ottenuti con mezzi come il denaro, il sesso, l’avidità, la manipolazione psicologica, la perversa ambizione personale.
In altri scopriamo l’orgoglio, la tenerezza, l’ingenuità, la fiducia mal riposta, l’amore, la passione e i sensi di colpa.

D. Un romanzo thriller/erotico, con un profondo risvolto psicologico. Può parlarci di questo punto?
R. Nel romanzo l’erotismo, il sesso e la curiosità per una sessualità disinibita, sono gli elementi di forza che Elisa, l’insegnante, usa ad arte per manipolare psicologicamente i sentimenti, le emozioni, e di conseguenza le (re)azioni del giovane Alessandro.

D. L’amore è un tema delicato da trattare. Si può definire il suo romanzo una storia d’amore?
R. Certamente. L’amore ha un’infinità di sfumature, alcune possono essere addirittura sconosciute, e/o inaccettabili per alcuni di noi, vuoi per educazione religiosa, per morale, o semplicemente per ignoranza del suo significato recondito. Nel romanzo si racconta l’amore in vari modi; c’è l’amore materno, quello filiale, quello per una persona sconosciuta che improvvisamente ti travolge la vita, i sensi, e può metterti di fronte a scelte arbitrarie, che mai avresti potuto immaginare di dover fare.
Ma soprattutto racconta del confine labile e fatale, che porta con sé.

D. Un profondo legame con il mondo dell’arte, in particolare della pittura. Come è connessa questa sua passione personale al romanzo?
R. L’idea è nata dal bisogno di proporre qualcosa di diverso dal solito.
La serie di quadri dal titolo “L’immagine di un quadro tra le pagine di un libro” è stata appunto, il preludio alla stesura vera e propria del romanzo.
Ho deciso di raccontare  attraverso una trama a tinte forti, drammatiche e passionali, le emozioni intime e borderline dei protagonisti, usando come palcoscenico il mondo dell’arte contemporanea che conosco molto bene. Una decisione che ha stuzzicato la mia fantasia, il mio spirito di artista ribelle, e stimolato la mia voglia di rivincita, verso una parte di “addetti del settore” che hanno sempre snobbato il talento degli artisti, emergenti ovviamente, contrapponendo compromessi di dubbia natura, sesso compreso, mercificando così i sogni e l’eventuale successo o meno di un artista.

Anna Maria Fazio

D. Parliamo di lei. Quando è nata la passione per l’arte e la scrittura?
R. Da bambina, vivendo in campagna, le mie giornate sono sempre state attraversate da momenti di gioco, circondata da natura e animali, e da lunghe ore passate in semi-silenzio (impossibile zittire completamente la curiosità di un bambino) a guardare mio nonno paterno che disegnava e dipingeva, oltre che ad ascoltare i suoi racconti di prigioniero di guerra. La passione per l’arte è nata in quei momenti. A scuola l’italiano era una delle mie materie preferite, non immaginavo però che da grande mi sarei appassionata anche alla scrittura come invece è successo.

D. Scrivere un libro ha rappresentato un momento di crescita e di cambiamento per lei?
R. Assolutamente sì. Non si smette mai di crescere. Io devo ringraziare entrambe le mie passioni, per aver fatto questo, oltre ad avermi aiutato ad affrontare e superare momenti davvero molto dolorosi e difficili, ho trovato, grazie a loro, un motivo per non perdermi. Hanno infuso in me, goccia a goccia, coraggio e voglia di cambiare il mio futuro e ricostruire la mia vita.

D. Perché ha scelto di pubblicare con Segmenti Editore?
R. Aver terminato di scrivere un libro è solo la punta dell’Iceberg per uno scrittore. Sapere di aver fatto un discreto lavoro, perlomeno, al punto da convincere un editore serio, che non chiede contributi all’autore, a investire la sua professionalità e il suo denaro su di te, è secondo me un primo grande enorme risultato.
Nel febbraio 2016 mi misi in contatto con la casa editrice Psicoline, specializzata in pubblicazioni di genere psicologico, e dalla cui costola è nata Segmenti Editore. Naturalmente, dopo aver fatto un'attenta cernita di case editrici non a pagamento. Il mio romanzo sembrava arrivato nel posto giusto. Inviai il manoscritto, e in breve tempo mi risposero chiedendo l’invio dell’intero volume per una valutazione globale.

L’esito positivo mi riempì di gioia, anche se il viaggio era ancora molto lungo e istruttivo per me.
È stata una lunga attesa, fatta di intense e importanti revisioni, ed editing del testo. Ringrazio l’enorme pazienza e spirito di collaborazione dimostrato dalla redazione. Mi sono sentita spronata a lavorare al meglio delle mie possibilità. Ho imparato davvero molto.

D. Ci sarà un seguito per Alla Destra del Diavolo?
R. Sì, è quasi terminata la stesura di quello che sarà il capitolo conclusivo di questa storia, cruda e crudele che riserverà risvolti inaspettati assolutamente da non perdere

 

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