Myia e la Storia delle Storie il nuovo romanzo di Franca Adelaide Amico

copertina myia sitoÈ finalmente in libreria il romanzo di Franca Adelaide Amico: Myia e la Storia delle Storie.
Myia, personaggio-persona del romanzo, intreccia una serie di conversazioni con Xenia, la propria scrittrice la quale, spesso, si rivolge anche ai suoi lettori.
Tali conversazioni, costituiscono occasione di narrazione di storie che, come in una cornice, vengono incastonate all’interno della macrostoria principale. Sono presenti spunti di riflessione sui piccoli e grandi misteri della vita, sulle problematiche della realtà quotidiana e del mondo attuale.

Fondamentali, in quanto rispecchiano la concezione dell’autrice sulla natura del “personaggio”, sono l’incipit e la conclusione del romanzo.
Nell’incipit viene ribadita la natura di Myia come “persona” che, “volontariamente”, offre una parte di sé a Xenia, per realizzarsi, sebbene momentaneamente, come personaggio, pur mantenendo quell’autonomia di vita che le permetterà, nel finale, di abbandonare la scena, almeno per quella parte di sé che non vorrà essere “captata” da Xenia.

Il personaggio, insomma, preesiste, ha una sua vita che, solo in determinate situazioni e volontariamente, si offre alla scrittrice, affinché venga “ fissata” nella scrittura.
Un ribaltamento della visione pirandelliana che vede il personaggio prendere vita solo ed esclusivamente nel momento in cui viene fissato nella forma.

Nel romanzo viene anche affermata una verità fondamentale: la vita del personaggio-persona viene continuamente rinnovata attraverso la magica pratica della lettura.
Myia, persona-personaggio, “scappa” dalle mani della propria creatrice, Xenia, e si presenta.
Successivamente, si snodano le vicende rispettive di Myia e di Xenia, raccontate attraverso delle conversazioni infarcite di storie.

Sedute ad un tavolo, Myia e Xenia, conversando, si raccontano: entrambe esprimono la loro visione del mondo e della storia ( in “Fiordicaramella” ), affrontano  la problematica della disoccupazione giovanile ( in “La città senza suono”) oppure raccontano delle storie profonde per il semplice piacere di raccontare (la quadrilogia di Myia). Il romanzo si conclude con l’addio di Habiba, che rappresenta la parte di Myia-persona, non ancora personaggio. Myia, che deve privarsi di una parte di sé, viene, però, resa immortale attraverso le ripetute letture della sua storia.

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