Omicidio irrisolto il nuovo romanzo di Enrico Magni. Intervista all'autore

magni4Omicidio irrisolto, il nuovo romanzo di Enrico Magni è una di quelle storie che appassionano i giornali, sono raccontate alla radio e occupano per un certo periodo di tempo i talk show delle televisioni e i telegiornali. È forse la storia di cronaca più scioccante del nuovo millennio, in particolare, per il mistero occulto e parapsicologico del ritrovamento del corpo, per anni è stata al centro di interessi mediatici.
Ma è anche la condizione della precarietà giovanile di questo nuovo secolo che crea incertezza, smarrimento e fatalismo nella generazione digitale.

È la storia di una giovane donna che va a Londra alla ricerca di una condizione di vita favorevole e straordinaria, viceversa si dovrà confrontare con la marginalità sociale, il lavoro frammentato, con la precarietà abitativa e affettiva. Si troverà immersa in un girone infernale che la metterà in contatto con il mondo del satanismo e dell'occultismo.
Dopo anni di vita in queste condizioni è costretta a ritornare alle sue radici, ma ormai è persa e avvolta da ossessioni, manie, paure di essere catturata da persone malefiche, la sua mente è torturata da un delirio che prenderà sempre più spazio e la porterà a essere internata e curata.
È la storia di uno sradicamento totale, è la perdita dell'appartenenza, del dominio del fantasma dell'occulto e del male invisibile.
La malattia, l'incomunicabilità con i familiari, che sottovalutano il dramma della figlia, portano Mary a intrecciare rapporti sociali, amicali ambigui con personaggi della bassa periferia di provincia che scimmiottano e miticizzano i ghetti metropolitani. L'alcool, il fumo, i farmaci, lo sballo, le notti di piena la fanno da padroni.
Ma una notte, una delle tanti notti passate in compagnia di questi strani personaggi, Mary scompare, solo dopo tre anni verrà trovata dentro la sua auto nel lago.
La scomparsa di Mary crea scompiglio, pone delle domande, ma chi deve indagare la cataloga come un allontanamento volontario
Dal ritrovamento prende piede la convinzione che la morte di Mary è avvolta da troppi sospetti.
A ricostruire questa storia è un giornalista.

Intervistiamo l'autore, Enrico Magni, che ci illustra i contenuti del romanzo.

copertina OMICIDIO IRRISOLTO 001 sitoD. Omicidio irrisolto, edito da Segmenti Editore, è il suo nuovo romanzo. Perché ha deciso di raccontare un fatto di cronaca?
R. Un romanzo, in linea di massima, nasce da sollecitazioni personali o sociali o storiche. In questo caso personale e sociale si sono intersecati, intrecciati e hanno avuto la necessità di galleggiare nel limbo per più di un decennio prima di prendere forma. È stato un tempo indispensabile per sviluppare una storia che è stata per cinque anni sotto i riflettori dei media nazionali e internazionali.
Il cadavere della donna era stato trovato nel lago da parte di volontari che avevano creduto alle indicazioni di una veggente: la scomparsa della donna era avvenuta un primo dicembre di tre anni prima. La storia si sviluppa tra il duemila e il duemilacinque: conoscevo la persona.
Mi è sembrato opportuno trasformare un fatto criminoso di cronaca giudiziaria in un romanzo ricco di stimoli, anche perché la cronaca si consuma come neve al sole oppure come lo sbattere di un’ala di un canarino.

D. Quale aspetto di questa vicenda l'ha impressionata di più?
R. La trama del romanzo segue un filo sottile nascosto ma ricorrente che è quello dell’inganno. L’inganno è sempre presente e domina la scena di tutta questa storia. L’inganno gioca la sua partita a dadi con i magistrati, con gli inquirenti, con gli attori coinvolti e con gli spettatori. Tutte le volte in cui si giungeva vicino a una verità possibile, questa scemava ed era stravolta da un’altra verità apparente. È una storia che sollecita sempre un dubbio, che crea continuamente incertezze. L’inganno, per sua natura, seduce, confonde e si nasconde tra le pieghe di tutti gli attori che compaiono: è l’inganno che tira i fili.

D. Dove si svolgono gli eventi narrati nel romanzo?
R. Si svolgono in Lombardia lungo l’argine di una sponda di un lago del nord al confine con la Svizzera. Il lago ha ispirato tante storie anche il vecchio Alessandro Manzoni: è il Lario. È il ramo del lago di Como.

D. Quali sono i temi principali trattati in questo romanzo?
R. I temi sono molteplici: la scomparsa di una giovane donna di poco più di trent’anni, il dilemma omicidio o suicidio, l’ambiente sociale e antropologico. Inoltre, riguardano la profonda e perversa provincia cisalpina posta tra le Alpi e le Prealpi vicine ma lontane da Milano, da Lugano, San Moritz, inghiottita da tradizioni che hanno radici medievali. L’ultima strega bruciata nel settecento era di questi luoghi, ne aveva raccontato anche Leonardo Sciascia in La strega e il Capitano.
Nel giugno duemila, pochi anni prima, una suora era stata uccisa per satanismo; in quel paese, dov’è stato recuperato il cadavere della giovane donna, si consumavano rituali satanici.
Il satanismo e l’occulto sono una presenza costante sottotraccia nel romanzo.

D. Quali errori e omissioni si possono riscontrare nelle indagini condotte per risalire al colpevole o ai colpevoli?
R. Tutto il romanzo ruota attorno a questa questione. È proprio il bello del testo. Il bello della narrazione consiste nello scoprire gli inganni della ragione, i preconcetti nei vari passaggi: è una costellazione di intrecci interessanti che si possono scoprire soltanto leggendolo.

D. La tragedia di cui parla si sarebbe potuta evitare?
R. È una domanda impossibile. Se le indagini fossero partite subito con convinzione e con professionalità, evitando le solite manfrinate riguardanti l’allontanamento spontaneo della donna, forse la storia non avrebbe assunto la piega dell’enigma.

D. La vicenda fa riferimento ad un gruppo di amici di cui faceva parte anche la vittima: avevano disagi e problematiche anche piuttosto importanti?
R. Non è la storia di un disagio sociale o psicologico di una giovane donna o di un gruppo di giovani e adulti. È la storia di un omicidio irrisolto. Un omicidio che non è stato provato perché le prove probatorie sono state insufficienti e interpretate male. È un romanzo che affronta la questione di come le indagini sono importanti per giungere a una prova certa. È un romanzo che racconta come sia difficile operare in contesti sociali complessi e stratificati. Il disagio sociale è parte di questo scenario ma non è decisivo.

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